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Vicenza Oro 2007 January


02/02/2007 Vicenza Oro winter 2007: Il made in Italy della gioielleria conferma la sfida ai mercati mondiali

Vicenza Oro winter 2007: Il made in Italy della gioielleria conferma la sfida ai mercati mondiali

+12% di presenze straniere alla première dell’anno

Si è chiusa oggi Vicenzaoro winter, la prima manifestazione della gioielleria internazionale della Fiera di Vicenza che ha debuttato quest’anno con la nuova denominazione. Significativo aumento delle presenze di buyers provenienti da 119 paesi, che nel complesso ha fatto registrare una crescita delle presenze estere pari +12% rispetto all’edizione di gennaio 2006 e che complessivamente ha visto arrivare a Vicenza oltre 25 mila operatori del settore. Questi dati confermano l’avvio di un’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno, sottolineati anche dalla presenza in Fiera di autorevoli gruppi d’acquisto che figurano fra i top nel mondo. L’indirizzo che da più parti sembra emergere è rappresentato da un forte interesse nei confronti non solo dei prodotti brand ma anche di quelli unbranded che hanno fatto della artigianalità e della qualità i propri punti di forza. Netta quindi la percezione di una nuova energia che pervade l’oreficeria e la gioielleria italiane e che provoca una rinnovata attenzione nei confronti di queste eccellenze produttive, anche alla luce del fatto che il sistema orafo nazionale ha raccolto in pieno la sfida che proviene dai mercati mondiali. La creazione di nuove collezioni ha infatti sottolineato e amplificato i valori tangibili del prodotto orafo (innovazione, design, stile) unitamente alla ricerca del gusto del consumatore interpretandone le varie esigenze e riproponendo così il “made in Italy” come area di riferimento per la miglior distribuzione. Vicenzaoro winter ha lanciato così manifesti segnali positivi che vengono unanimemente confermati anche dalle rappresentanze imprenditoriali settoriali di Vicenza, che peraltro rappresenta il primo polo produttivo di riferimento italiano. Il commento del presidente della Fiera Valentino Ziche: “I risultati di questa manifestazione sono il frutto di molto lavoro, sia da parte della Fiera sia da parte dei produttori. Sembra essere evidente che al di là dei dati sulle presenze, che sono già di per sé positivi, vi sia anche una ritrovata vitalità da parte della gioielleria italiana che intende confermare la propria leadership nel mondo. Naturalmente i risultati di questa edizione dovranno poi essere valutati nei prossimi mesi.” Sembra, infatti, che il settore stia tornando a parlare con rinnovata fiducia di progetti, di investimenti, di nuove risorse: un fatto confermato anche dall’andamento di Oromacchine, il Salone dei macchinari, che ha registrato un alto numero di visitatori agli stand (14 mila il doppio dell’anno scorso), i quali hanno acquistato molto, soprattutto per quanto riguarda interi sistemi di produzione, segno evidente di una forte volontà di investire nelle tecnologie innovative. Il linguaggio comune ora usa termini come “partnership”, “sistema-prodotto”, “multibrand”, che si affiancano ai già collaudati “innovazione”, “qualità”, “ricerca”. Tutto ciò si può riscontrare proprio nell’offerta proveniente dalle 1600 aziende (di cui il 70% italiane) che hanno esposto a Vicenzaoro winter, dove sono state presentate collezioni innovative e spesso posizionate anche in una fascia medio-alta, secondo stili e definizioni in linea con le attuali tendenze della moda del gioiello, in una sempre più stretta commistione fra tecnologia e mondo del fashion. “E’ sempre più evidente infatti – sottolinea il direttore generale della Fiera Corrado Facco – la contaminazione in corso con settori a noi vicini: senza dubbio l’oreficeria e la gioielleria italiane sanno essere al centro della reinterpretazione del mondo del lusso, non inteso come opulenza, ma quanto esperienza ed emozione di valori che vengono fortemente percepiti come tangibili. Estetica, eleganza, stile, il tutto orientato verso target di consumatori ben individuati con prodotti personalizzati. Il lusso, inteso come “luxury”, in questo senso diventa un’esperienza.” Pietre importanti e voluminose, molto colorate e di grande effetto, assieme allo stile fleuri - dove rose, margherite e fiori di fantasia diventano protagonisti di spille, pendenti e anelli - sono stati fra i motivi più realizzati dalle maison italiane che hanno usato inventiva e creatività per reinventare la giocosità dell’accessorio prezioso. Anelli charms, fitti di piccoli pendenti divertenti pronti a suonare come sonaglietti ad ogni movimento di mano, oppure lunghe catene da portare a più giri, anch’esse con applicazioni di ciondoli più o meno elaborati, in oro o argento, spesso brunito e a maglie grosse, per ornamenti che richiamano i colori della terra: dal bronzo al grigio scuro fino al dorato antico. Infine, un’altra novità evidenziata in questa edizione sono stati i gioielli-do-it-yourself, caratterizzati dalla possibilità di creare a piacere il prorprio gioiello-moda inventando e creando sempre nuovi monili, unici e personalissimi. Da segnalare inoltre il ritorno alla grande dell’oro giallo e un uso diffuso dell’oro rosa.


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(Fonte d'informazione: Fiera di Vicenza)

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